Suona la sveglia... Mi impongo di non indugiare oltre sotto le coperte.
E' sempre dura alzarsi la mattina, ma con il freddo abbandonare il soffice tepore del piumone lo è decisamente di più.
Ci sono mattina che è come se presagissi il sole, mi alzo con il sorriso e mi avvio, camminando un po' come uno zombie, ad aprire la finestra. Mi piace l'aria assolata... Anche d'inverno quando quasi fa mancare il respiro!
Altre mattine invece so già che non avrò nessun incentivo... Ecco oggi è stato uno di quei risvegli!
Non è stata un'annata nebbiosa, anzi posso dire che, a parte un po' di foschia, di nebbia, stranamente, non ne abbiamo avuta... Certo neve e pioggia sono bastate!
Ma con il friccicorino primaverile di cui parlavo nel post precedente proprio non mi aspettavo di aprire le ante e di trovarmi un paesaggio da fine novembre!
Che tristezza, sono rimasta a guardare, a scorgere un po' i campi gelati velati da una coltre di nebbia che si fa più accentuata proprio attorno alla nostra casetta dei sogni, dove scorrono e si incrociano tre fossi.
Sono rimasta a fissare il nulla, con lo sguardo mogio e gli occhi un po' tristi. E così al lavoro, dove da un finestrone vedo il giardino.
Solo due giorni fa, marito dei sogni ed io, ci siamo divertiti a fare un "safari fotografico" nei campi dietro casa. E' un nostro "gioco", ci piace armarci di macchina fotografica ed "esplorare", con occhi diversi, ciò che ci circonda e ci è più famigliare. Attraverso l'occhio dell'obiettivo è divertente scoprire colori, immortalare attimi, dettagli, piccoli fiori, animali, uccelli... insetti (brrrrrr...).
Così un bel tramonto di fine inverno e un delizioso scricciolo ci hanno accompagnati tra i ricordi della passata estate, un'ortensia seccata dal clima gelido che ancora si erge coraggiosa, e il presagio di quella futura, una colorata gemma tra i rami ancora spogli...
E' sempre dura alzarsi la mattina, ma con il freddo abbandonare il soffice tepore del piumone lo è decisamente di più.
Ci sono mattina che è come se presagissi il sole, mi alzo con il sorriso e mi avvio, camminando un po' come uno zombie, ad aprire la finestra. Mi piace l'aria assolata... Anche d'inverno quando quasi fa mancare il respiro!
Altre mattine invece so già che non avrò nessun incentivo... Ecco oggi è stato uno di quei risvegli!
Non è stata un'annata nebbiosa, anzi posso dire che, a parte un po' di foschia, di nebbia, stranamente, non ne abbiamo avuta... Certo neve e pioggia sono bastate!
Ma con il friccicorino primaverile di cui parlavo nel post precedente proprio non mi aspettavo di aprire le ante e di trovarmi un paesaggio da fine novembre!
Che tristezza, sono rimasta a guardare, a scorgere un po' i campi gelati velati da una coltre di nebbia che si fa più accentuata proprio attorno alla nostra casetta dei sogni, dove scorrono e si incrociano tre fossi.
Sono rimasta a fissare il nulla, con lo sguardo mogio e gli occhi un po' tristi. E così al lavoro, dove da un finestrone vedo il giardino.
Solo due giorni fa, marito dei sogni ed io, ci siamo divertiti a fare un "safari fotografico" nei campi dietro casa. E' un nostro "gioco", ci piace armarci di macchina fotografica ed "esplorare", con occhi diversi, ciò che ci circonda e ci è più famigliare. Attraverso l'occhio dell'obiettivo è divertente scoprire colori, immortalare attimi, dettagli, piccoli fiori, animali, uccelli... insetti (brrrrrr...).
Così un bel tramonto di fine inverno e un delizioso scricciolo ci hanno accompagnati tra i ricordi della passata estate, un'ortensia seccata dal clima gelido che ancora si erge coraggiosa, e il presagio di quella futura, una colorata gemma tra i rami ancora spogli...


