martedì 24 febbraio 2009

PRIMAVERA? MAH...

Suona la sveglia... Mi impongo di non indugiare oltre sotto le coperte.
E' sempre dura alzarsi la mattina, ma con il freddo abbandonare il soffice tepore del piumone lo è decisamente di più.
Ci sono mattina che è come se presagissi il sole, mi alzo con il sorriso e mi avvio, camminando un po' come uno zombie, ad aprire la finestra. Mi piace l'aria assolata... Anche d'inverno quando quasi fa mancare il respiro!
Altre mattine invece so già che non avrò nessun incentivo... Ecco oggi è stato uno di quei risvegli!
Non è stata un'annata nebbiosa, anzi posso dire che, a parte un po' di foschia, di nebbia, stranamente, non ne abbiamo avuta... Certo neve e pioggia sono bastate!
Ma con il friccicorino primaverile di cui parlavo nel post precedente proprio non mi aspettavo di aprire le ante e di trovarmi un paesaggio da fine novembre!
Che tristezza, sono rimasta a guardare, a scorgere un po' i campi gelati velati da una coltre di nebbia che si fa più accentuata proprio attorno alla nostra casetta dei sogni, dove scorrono e si incrociano tre fossi.
Sono rimasta a fissare il nulla, con lo sguardo mogio e gli occhi un po' tristi. E così al lavoro, dove da un finestrone vedo il giardino.
Solo due giorni fa, marito dei sogni ed io, ci siamo divertiti a fare un "safari fotografico" nei campi dietro casa. E' un nostro "gioco", ci piace armarci di macchina fotografica ed "esplorare", con occhi diversi, ciò che ci circonda e ci è più famigliare. Attraverso l'occhio dell'obiettivo è divertente scoprire colori, immortalare attimi, dettagli, piccoli fiori, animali, uccelli... insetti (brrrrrr...).
Così un bel tramonto di fine inverno e un delizioso scricciolo ci hanno accompagnati tra i ricordi della passata estate, un'ortensia seccata dal clima gelido che ancora si erge coraggiosa, e il presagio di quella futura, una colorata gemma tra i rami ancora spogli...








lunedì 23 febbraio 2009

ANTICIPO DI PRIMAVERA

Sarà il sole di questi giorni, sarà il cielo azzurro, che così azzurro in pianura si vedrà dieci giorni all'anno, sarà che continuo ad ignorare la brina mattutina e il freddo della sera...
Sarà che dopo un inverno come questo, con tanta neve e altrettanta pioggia...
Sarà che l'influenza erano quasi dieci anni che non mi colpiva inm aniera così violenta...
Ma sento un che di frizzantino nell'aria, un pizzico di buonumore, quella voglia di fare e di stare all'aperto che l'inverno sopisce...
Insomma io sento già nell'aria un po' di quell'inconfondibile profumo, di primavera... Mi ricorda l'infanzia, quando mio nonno mi portava a passeggiare nei campi, è quel particolare profumo di aria fresca ma allo stesso tempo già tiepida, di erba tenera e di fiorellini di campo, di viole e di alberi fioriti, di libertà e di leggerezza... Di spensieratezza...
E allora, nell'attesa che i bulbetti sui miei davanzali, che adesso fanno appena capolino, diano il meglio di loro (almeno lo spero dato il mio proverbiale pollice verde... marcio!!), ecco il mio piccolo, colorato e profumatissimo "giardinetto domestico":



La mia voglia di primavera è contagiosa ed ecco che la mia "mamma dei sogni" arriva portandomi un bell'asciughino della Graziano color panna-ecrù con un divertente insieme di vasetti fioriti ed un margheritone al centro in tela aida.
Così approfittando di un meraviglioso schema free che alcune di voi, certamente, riconosceranno, ho riempito il centro. Però, a quel punto, il resto dell'asciughino anche se veramente molto bello e fine, mi sembrava poco allegro e allora... Via ai tocchi di colore... Un po' di giallo a punto nodini qua, un po' di rosa a punto piena là, poi punt'erba, punto catenella, insomma, è diventato un simpatico imparaticcio per "spolverare" un po' di punti che da parecchio non utilizzavo.

lunedì 16 febbraio 2009

ED ECCO VELOCE FEBBRAIO!

Il tuo sorriso
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso

scoppia nella tua gioia,

la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte,
d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte

le porte della vita.

Amor mio, nell'ora

più oscura sgrana

il tuo sorriso, e se d'improvviso

vedi che il mio sangue macchia

le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,

il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa

della mia patria sonora.
Riditela della notte,

del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,

riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi

e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,

quando tornano i miei passi,

negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,

perché io ne morrei.

(P. Neruda)

Adoro Neruda, le sue poesie sono l'essenza dell'amore, i suoi versi scorrono sulla pelle, bruciano ed emozionano...
E' questa la poesia che voglio dedicare al nostro amore, San Valentino è solo un giorno, il resto è la vita vera: un pizzico di magia quotidiana, pazienza, pazzia, un cuore aperto al sorriso e al perdono, ingenuità e occhi curiosi verso tutto e tutti...
E per San Valentino, ormai passato, ci siamo regalati un pomeriggio fuori dalla nostra tana, complice il sole e il cielo terso Parma ci è sembrata bella come non mai... Un assaggio di primavera come i fiorellini sul davanzale della nostra cucina!


Mentre questo è il mese di febbraio del Sal Bent Creek.
Ogni mese, stando agli schemi, doveva essere ornato da alcuni bottoncini automatici, neri o argentati, ma non mi piaceva affatto l'idea. Allora ho cercato nelle mercerie bottoncini carini e piccini che potessero adattarsi al ricama. Per febbraio ho trovato questi cuoricini in madreperla la cui iridescenza tende proprio al rosa, come il cuore a punto croce, sono solo un po' grandini ma sembrano adattarsi comunque!




E' FINITO GENNAIO...

Mi piace l'idea di abbinare una poesia o una frase ad ogni mese del bellissimo Sal proposto e magistralmente condotto da Patrizia che, pur essendo alla sua prima impresa del genere (e io sono al primo Sal ricamato), si sta destreggiando veramente bene!
Ecco cosa mi ispira il pannellino di gennaio, trovo questa poesia dolcissima e semplice nel suo candore...

Fior di neve
Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.
(U. Saba)



E' stato davvero veloce da ricamare, non pensavo di farcela ma, in poco tempo, ho terminato anche febbraio. Bellissimi anche i colori che inizialmente mi sembravano un po' spenti, invece trovo l'insieme estremamente raffinato ed equilibrato. Chissà come starà bene appeso alla parete del mio angoletto del cucito: una piccola libreria, un tavolinetto, una poltroncina, la mia fedele macchina per cucire e tutto il mio mondo di stoffe, nastri e fili che per ora trovano posto nella "cameretta".

lunedì 9 febbraio 2009

PROGETTI...

Riemergo dal divano dove sono stata sprofondata, mio malgrado, per una settimana causa influenza.
Non ricordo il tempo di esser stata così male... Sei giorni con la febbre oscillante tra i 38.5 e i 39.2, ma di preciso non so dire, quei nuovi termometri elettronici funzionano malissimo! "Marito dei sogni", povera stella, tutto preoccupato ed affacendato, i miei genitori anch'essi malati e la necessità di guarire per la settimana di lavoro a Roma.
Così lunedì scorso, con una bella bronchite, le gambe tremolanti e il colorito gialliccio sono partita con la neve ed un gran freddo, imbacuccata come se stessi viaggiando per il Polo, e sono arrivata a Roma dove c'erano 14 gradi!
Dire che ho visto la città è un po' troppo, ho alloggiato molto fuori e molto lontano dal luogo dove dovevo andare per lavoro, comunque lunedì pomeriggio sono riuscita a fare un mini-tour.
Io amo, adoro, sogno, bramo Roma... Questa passione, condivisa da Marito d.s, fa si che almeno una volta all'anno ci si riesca ad andare, la conosciamo come le nostre tasche, non c'è museo o chiesa, complice il mio lavoro, che non abbiamo visitato. Ogni volta che scendiamo dal treno è come se ci sentissimo a casa, parte di un luogo straordinario, il profumo dell'aria è qualcosa di inebriante. Marito d.s. dice che lo smog su di me ha un effetto allucinogeno ma per me l'aria di Roma è speciale... Comunque da sola non è stata la stessa cosa, piazza Navona mi sembrava stranamente triste, piazza del Pantheon, solitamente magica all'ora del tramonto quando il cielo si scurisce e le luci la rendono calda ed accogliente, mi sembrava cupa, nemmeno via Condotti con le sue splendide vetrine, senza Marito dei sogni che mi sposta di peso da Bulgari, Buccellati e Damiani, aveva lo stesso sapore. Così mi sono seduta da sola da Babington, in piazza di Spagna, e un po' mi sono rincuorata davanti ad un'ottima tazza di tè verde, ma anche in questo caso la mancanza di dolce metà si è fatta sentire!
Per farla breve sono mancata per due lunghe settimane dal blog, che langue mestamente, e dai vari altri a cui ormai mi sono affezionata e, cosa ben peggiore, non ho ricamata e mi ritrovo desolatamente indietro.
Però ora, tutta guarita (solo un po' di tosse) e pimpantosa, sono pronta a recuperare!Un po' di pazienza e aggiorno tutto!!

SAL - FILI DELLA MEMORIA
A me piace chiamarlo così questo particolare ed originale Sal di provenienza francese, rilanciato da Patrizia sul suo blog... Ed ecco di seguito il mio vasetto nel primo plenilunio. Mi incanto davvero a guardarlo, sono troppo belli i colori che si mescolano e credo che alla fine dell'anno sarà incredibile vedere la stratificazione dei colori, il tempo che passa e i lavori prodotti, attraverso le gugliate... Ho deciso infatti di non mescolare i fili a creare un arcobaleno, un caledoscopio di colori, ma a lasciarli stratificare al fine di poter conservare intatta la memoria di un anno di vita ricamereccia.
Dominano le sfumature del lilla per le tendine che sto ricamando alla mia mamma.




SAL - BENT CREEK
Il Sal del bellissimo calendario lanciato da Patrizia, una ricamina davvero speciale, che mi ha iniziata letteralmente al mondo dei blog... Mi ha pazientemente spiegato come funzionano gli scambi, i Sal e tutte le fantastiche meraviglie di questo mondo per me nuovo.
E' il primo Sal a cui partecipo e spero davvero di riuscire a stare al passo con tutte le ragazze, numerosissime a quanto ho potuto vedere, che vi hanno aderito.
Dal canto mio ho ancora alcuni dubbi che so Pat riuscirà a chiarirmi... Non so nemmeno se riuscirò a ricamare i primi due mesi entro febbraio perchè mi sto dedicando alle tende per la mia specialissima mamma.
E' da quando sono ragazzina che fa pizzi all'uncinetto e mi ricama cose stupende, se la nostra casetta dei sogni è tanto bella e accogliente buona parte del merito è anche suo e delle sue manine fatate quindi per me poterle regalare queste tende è una gioia immensa. Ma prometto che mi metterò in pari al più presto anche perchè è proprio assieme a mamma (che quando ha visto gli schemi non ha saputo resistere) che ricamerò il Sal quindi una spronerà l'altra!
Per ora ho scelto il tessuto, un lino di un bel color sabbia-dorato che mi piaceva di più del classico ecrù, ho procurato tutti i colori (che assieme sono fantastici davvero) e ho deciso di procedere ricamando i mesi in due file da sei perchè si adattano ad una cornice che già ho. Ed ecco qua il mio punto di partenza, anche se in foto il tessuto sembra verdolino:




ANCORA TENDINE FARFALLOSE...
In uno dei primi post che ho pubblicato avevo parlato delle tendine del mio bagno con un volo di farfalle, questo è il soggetto per quelle che sto ricamando a mia mamma per il loro bagno rinnovato.
La loro finestra è a due battenti così ho pensato di rielaborare nuovamente il ricamo, originariamente destinato all'orizzontalità di una tovaglia e al "piattume" della tinta unita, per un dinamico doppio volo ribaltando a specchio il motivo del volo di farfalle nella seconda tenda. La prima è quasi terminata (se stasera sono brava...) e gli avanzi di fine gugliata hanno contribuito a riempire il "vasetto della memoria" di cui sopra.