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venerdì 4 febbraio 2011

RICETTE DELLA MEMORIA

Ecco un'iniziativa fantastica che mi ha indotto a uscire dal torpore che ormai, inesorabilmente, mi ha avvolta: la bellissima idea avuta da Iulia e proposta sul suo blog La matassina rossa.


Questa volta non si tratta di ricamare, bensì di cucinare.
Siccome proprio la cucina è una mia grande passione, forse ancora più che il ricamo, non potevo che aderire ad un'iniziativa che consente di preparare i propri piatti del cuore e postarne ricette ed esiti ogni ultimo lunedì del mese.
A partire da febbraio, e per cinque mesi, andranno realizzate altrettante ricette che saranno accompagnate dalla loro storia, che, in realtà, sarà parte della nostra storia.
Già perchè cucinare è miscelare ingredienti in un'alchimia magica, è gustare con gli occhi e con il cuore, è assaporare profumi immaginando sapori, è la memoria di questi aromi, mescolati ai profumi della propria infanzia, al calore di un abbraccio o di un incontro, alle meraviglie di un viaggio...
E allora invito tutte le amiche che passano dal mio blog a partecipare, è un'occasione per far felice la propria famiglia che gusterà il risultato delle ricette e per conoscerci meglio attraverso i ricordi che ogni piatto scelto evocherà.
Grazie Iulia per la bellissima idea!!!


venerdì 22 gennaio 2010

QUANDO LE FESTE SE NE VANNO...

... è sempre malinconico riporre tutti i decori che hanno reso così calda e accogliente la nostra casa.
Mentre preparare l'albero, allestire ghirlande, stirare i fiocchi, i copritavolo, le tovagliette natalizie è un rito da espletare insieme con allegria, con la musica in sottofondo, tra risate e coccole... Togliere tutto non mi piace per niente!
La casa all'improvviso si spoglia ed è come se la magia "al profumo di cannella e spezie" per incanto finisse, come se la musica all'improvviso cessasse...
Ma è un attimo davvero, dopo qualche giorno il ritrovato ordine, quell'eco che quasi quasi si coglie mi fa pensare che ancora un paio di mesi e timidamente il sole comincerà ad entrare nella casetta dei sogni e con esso i bulbi fioriti, le violette e quel profumo meraviglioso di primavera che aspetto, ogni anno, con ansia!
Ma quando le feste finiscono...
Basta poco per prolungarne il sentore... L'amicizia, un tè in compagnia, qualche crostatina e un piccolo pensiero ad un'amica, quest'anno sono monotona ma mi piacciono i sacchettini decorati...
Anche in questo caso tante bustine di tè diversi, un po' ricercati, e la magia continua...







I cuoricini sono tratti da uno schemino della Rico rielaborato, ho scelto i colori che più mi piacevano e ho arricchito l'insieme con l'oro, un po' noioso da lavorare, ma di sicuro effetto!

Ed ecco le crostatine che i voracissimi ospiti, capeggiati da marito "dei sogni", hanno divorato!





Bè con un po' di fantasia si possono rendere speciali anche delle semplicissime pastafrolle con la marmellata. Ho scelto di aromatizzare la pasta in modo da poterla abbinare alle mie marmellate, tanta fatica estiva merita una veste un po' speciale!
Così l'impasto al cacao è risultato perfetto con la marmellata di pere e menta; quello alla menta ottimo con una crema al cioccolato; quello all'arancia con la marmellata dello stesso frutto.
Poi frolla al caffè con la marmellata di cachi fatta da mamma "dei sogni", quella al tè verde con marmellata di lamponi (ne ho ottenuto un solo vasetto... ma che delizia!!!); al cocco con confettura d'ananas a pezzettoni; al limone con marmellata di pesche alla lavanda e infine alla cannella con marmellata di pesche e amaretti.

martedì 5 gennaio 2010

CAPODANNO...

... Passato in casa, come ormai da qualche anno...
Non sentiamo molto questa ricorrenza, non ci piace quel torpore, misto a stanca irrequietezza, che si prova il giorno dopo... Così ci troviamo con gli amici più cari, senza fare troppo le ore piccole, gustandoci una buona cena in compagnia, quasi come fosse un sabato sera qualunque.
E il giorno dopo preferiamo goderci la città quasi deserta come nei torridi pomeriggi estivi, silenziosa e accogliente, calma e pacata, bellissima come appare ai turisti che la visitano ma, raramente, a chi vi vive e solo distrattamente la guarda ma non la vede, la sente ma non l'ascolta...
Il menù di quest'anno è stato a base di pesce e questi i manicaretti che abbiamo gustato!!!!







giovedì 31 dicembre 2009

IL PROFUMO DEL NATALE...

E' il profumo dell'inverno, del mese di dicembre, dei piccoli riti che stiamo costruendo nella nostra giovane famiglia... E' quello speziato dello zenzero, dei chiodi di garofano, della cannella, della noce moscata...
Profumi inebrianti che avvolgono la nostra casetta dei sogni... Ma non esistono pot pourri che riescano ad eguagliare il profumo dei lebckuchen che, come da tradizione, ho preparato per queste feste.
Sono biscotti caratteristici dei paesi di lingua germanica, non esiste un solo procedimento per confezionarli nè un'unica ricetta... Io ne utilizzo una "spiccia", proveniente dall'Austria, dono di una compagna di studi che non mancava mai di portarmeli, prima delle vacanze natalizie.
Quest'anno, diversamente dal solito, li ho glassati con colori brillanti, un pochettino kitsch a dire la verità e meno eleganti del bianco e argento che uso di solito, tuttavia mi sembrano davvero allegri!




Ed ecco la ricetta, anche se la posto un po' in ritardo, ma sono talmente buoni che mi sembrano una degna "coccola" anche per i pomeriggi invernali lontani dalle feste!

LEBKUCHEN
600 gr di farina
360 gr di miele
360 gr di zucchero di canna
200 gr di mandorle macinate
2 uova
1 cucchiaio di lievito
200 gr di burro
cannella e chiodi di garofano in polvere


Riunire in una casseruola lo zucchero di canna, il liele e il burro a pezzi, mescolarli a fuoco basso finchè il composto non è sciolto ed omogeneo. Lasciare raffreddare.
Vanno poi unite le uova, le mandorle macinate, la farina, il lievito, la noce moscata e i chiodi garofano quanto basta a conferire il caratteristico aroma speziato.
L'impasto va lavorato con il cucchiaio di legno finchè si stacca dai bordi della pentola. Non ci si deve preoccupare se appare troppo morbido, avrà tempo di solidificarsi al punto giusto una volta trasferito in una zuppiera infarinata e lasciato riposare tutta notte a temperatura ambiente (io lo lascio nel forno spento).
In seguito la pasta va stesa con il mattarello ad uno spessore di circa mezzo centimetro e i biscotti vanno tagliati tondi o con le formine a seconda della propria fantasia.
Cuocere in forno a 180° per 20 minuti (così dice la ricetta originale con il mio forno, a asecondo della dimensione dei biscotti, i tempi di cottura oscillano tra i 12 e i 15 minuti)
I biscotti ottenuti si solidificheranno raffreddandosi, sono ottimi mangiati così, al naturale, magari accompagnati ad un tè di Natale, oppure si possono glassare diventando un goloso regalo per amici e famigliari!


Gli "omini di spezie" mi piacciono così tanto che quando ho visto questa splendida banda della Vaupel & Heilenbeck non ho saputo resistere... L'ho adattata alle finestre e ho creato queste simpatiche tendine seguendo veloci schemini Acufactum e utilizzando filati Vaupel & Heilenbeck. Abbellite con una ghirlanda di pino e decori ora rallegrano la nostra cucina, spargendo anche qui la magia del Natale.





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lunedì 17 agosto 2009

FERRAGOSTO CON PAELLA

Sognando, anzi come ho scritto nel post precedente, bramando le vacanze, ecco che per ferragosto abbiamo pensato di deliziare gli ospiti della nostra casetta dei sogni con un menù veramente vacanziero.
Atmosfere spagnole per il piatto principale, la Paella alla valenciana, innaffiata da un'immancabile sangria e siciliane per il dolce, cannoli alla ricotta, in memoria delle passate vacanze a Lampedusa e come anticipo di ciò che, solo marito dei sogni causa intolleranze, presto si slapperà!

Approntare un'ottima paella è davvero semplicissimo e, preparando molti ingredienti con un po' di anticipo, anche veloce e di poca fatica.
Innanzitutto vanno tagliati a pezzettini tre peperoni, uno rosso, uno giallo e uno verde e vanno cotti in padella con una cipolla affettata e rosolate in alcune cucchiaiate di olio. Nel frattempo va tagliata a bocconcini la carne: conoglio, lonza di maiale e alcune cosce di pollo che si faranno rosolare in un'altra padella sempre con un po' di olio.


Quando la carne sarà rosolata va aggiunta ai peperoni, si sala e si continua a cuocere con un mestolo di brodo se necessario.


Nel frattempo di saltano i calamari (o le seppie come nel mio caso) e si aggiungono alla padella di peperoni e carne, si unisce la polpa di uno o due pomodori freschi e i fagiolini, precedentemente lessati e tagliati a pezzetti. Si continua la cotture e, se necessario, si aggiusta ancora di sale. Poi vanno cotte le cozze e gli scampi.
Ho saltato solo pochi minuti le cozze con uno spicchio d'aglio e abbondante prezzemolo, mentre gli scampi li ho sfumati con del brandy.


Infine ho preparato il riso pilaf. Ho soffritto velocemente il riso in poco olio e ho sfumato con il vino bianco prima di cuocere in forno a 200° per circa 16 minuti con il brodo e lo zafferano.



Quando il riso è pronto si unisce alla padella di carne e pesce e si guarnisce il tutto con gli scampi e le cozze. E questo è il golosissimo risultato!!!!!


PARENTESI "RICAMERECCIA"... Prima di postare le foto dei cannoli siciliani.
Le bellissime ed originali presine a forma di gatto sono autentici capolavori di mamma dei sogni, una vera specialista nel lavoro all'uncinetto. Ha una pazienza e una mano meravigliosa che le invidio molto, ha creato veri e propri capolavori, trine preziosissime che custodisco gelosamente, ma queste sono simpaticissime creazioni che l'hanno davvero molto divertita e che io esibisco con infinito orgoglio nella mia cucina "dei sogni".





Ed ecco invece un bel vassoio di cannoli sililiani!!!



Ecco la ricetta che ho utilizzato:

Per i cannoli:
300 gr. di farina
10 gr. di zucchero
1/2 bicchiere di marsala
1 pizzico di sale
zucchero a velo
olio per friggere

Per il ripieno:
700 gr. di ricotta di pecora
200 gr. di zucchero a velo
100 gr. di canditi misti tagliati a pezzetti fini
100 gr. di gocce di cioccolato
ciliegine candite per guarnire
vanillina
cannella in polvere
Marsala

Ho lavorato la farina con lo zucchero, il sale e il marsala sulla spianatoia fino ad ottenre una palla omogenea che ho lasciato riposare un paio d'ore.
Ho steso la pasta in maniera piuttosto sottile con la macchina per la pasta. L'ho poi tagliata a quadrati che ho avvolto attorno agli appositi cannoli di acciaio oliati. Li ho fritti immergendoli in olio ben caldo e poi li ho lasciati sgocciolare.

Il ripieno è velocissimo da preparare ed è delizioso. Ho passato la ricotta al setaccio e l'ho diluita con alcuni cucchiai di Marsala, la ricetta suggeriva il latte, tuttavia ritengo che il liquore faccia da contrappunto a quello usato per l'impasto, conferendo carattere maggiormente definito al dolce.
Poi ho aggiunto lo zucchero a velo, i canditi, la vanillina, il cioccolato e la cannella.
Ho riempito i cannoli al momento di servire decorando con mezza ciliegina per lato e spolverando di zucchero a velo.



Inutile dire che non ne sono avanzati!
Nel tardo pomeriggio ci siamo invece trasferiti, anche se solo con il pensiero, nella nostra adorata Roma e, in memoria delle grattachecche che si gustiamo sempre nel chiosco vicino all'isola Tiberina, sul Lungotevere degli Anguillara, ce ne siamo gustati una rinfrescante, nonchè buonissima, al lemon-cocco... Per chi non conoscesse la grattachecca, si tratta della vera granita ottenuta "grattando" il ghiaccio con una specie di pialletta. Il ghiaccio diluito con gli sciroppi diventa quasi acquoso, tuttavia i pezzettini che restano sono piacevolmente intatti a lungo, insomma una meraviglia da provare!!!
Così evitando il traffico, le code e il caldo afoso, ieri veramente insopportabile, ci siamo goduti un magnifico pomeriggio in famiglia, viaggiando con la fantasia aiutati da piatti gustosi, nel fresco della nostra casetta, rtemprandoci e riposandoci lontano dalal folla.

sabato 13 giugno 2009

UN RISOTTINO PARTICOLARE

Ci sono alcune giornate che sembrano non finire mai...
Al lavoro c'è tanto, troppo da fare, specie quando si è solo e definitivamente in due...
Quando marito "dei sogni", ormai da troppo tempo non ha ferie e non riesce a tornare a casa all'orario normale...
E così anche le normali faccende di casa si accumulano inesorabilmente, complice il caldo che, nonostante ancora sia sopportabile, si comincia a far sentire...
Le verdure dell'orto cominciano a proliferare e il frigorifero a scoppiare, il giardino reclama, i panni da stirare ululano dalla lavanderia, i libri e gli appunti per le mie ricerche giacciono nello studio abbandonati e il senso di colpa comincia anch'esso a bussare...
Quando succede questo vorrei fuggire, partire, andare e tornare sperando che una magia riesca a far sparire tutto, riordinare il riordinabile, stirare lo stirabile, cucinare il cucinabile, il tutto lasciando una scia di ordine, profumo e magari anche un po' di gioiosa musichetta!
Purtroppo la magia si compie il sabato, o meglio LA COMPIO il sabato, giornata in cui sono a casa dal lavoro mi dedico alla mia casetta dei sogni (che talvolta ha qualche tendenza all'incubo!!! :D)
Ecco, ieri è stata una giornata di queste!!
Arrivate le otto di sera senza che noi ce ne accorgessimo, pronti per una doccia veloce e, finalmente, per sederci a cena, con sgomento di marito d.s. affamatissimo, mi sono accorta di non aver nulla di pronto per cena...
Ed ecco che, pensando ai miei adorati frutti di bosco, dopo un self-service veloce nell''orto, mi è venuta un'idea veloce, carina, ottima e di grande effetto per risollevare una giornata faticosa e mesta oppure per una cenetta un po' speciale o, ancora, per stupire gli amici!

RISOTTO DI LAMPONI AL PROFUMO DI TIMO
PER 2 PERSONE:
140 gr. di riso Carnaroli
1 cestino di lamponi belli maturi
brodo vegetale
1/2 cipolla o preferibilmente cipollotto fresco
burro (o olio extravergine di oliva)
1/2 bicchiere di vino bianco
qualche rametto di timo fresco

Bisogna pulire i lamponi e tenerne da parte qualcuno per guarnizione; i restanti vanno passati al colino per eliminare i semini che renderebbero aspro il risotto.
Il cipollotto va mondato, affettato e soffritto nel burro (io uso l'olio per l'intolleranza al lattosio); poi si aggiunge il riso, lo0 si lascia tostare qualche istante per poi sfumarlo con il vino bianco. Si procede poi come per un normale risotto, aggiungendo il brodo vegetale poco per volta. A pochi minuti dalla cottura va aggiunta la passata di lamponi. A fuoco spento si aggiunge il timo tritato, infine il risotto va mantecato con una noce di burro.

Ovviamente la mia versione di ieri sera è stata decisamente più rapida, senza cipollotto e con brodo vegetale di dado, tuttavia questo è il delizioso, gustoso risultato di una ricetta rielaborata dopo aver assaggiato l'originale in un ristorantino della nostra zona.
Questo è il risultato finale:


lunedì 25 maggio 2009

PROFUMATISSIMI LIMONI...

Amo la cucina e, ovviamente cucinare, almeno quanto il ricamo...
Come nel ricamo amo sperimentare, nuove tecniche, nuovi sapori, accostamenti ricercati, insoliti, particolari.
Mi piace molto fare le marmellate, il nostro frutteto produce in abbondanza, quindi un po' di fantasia, un pizzico di costanza nella ricerca delle giuste ricette e si ottengono davvero risultati speciali, graditi ai golosi di famiglia, gradevoli alla vista, golose al palato.
Così dopo l'appuntamento con le violette, mamma "dei sogni" ed io, non ci siamo fatte mancare il secondo "must" della stagione: i fiori di sambuco con i quali produrre un'ottimo sciroppo e una marmellata davvero particolare, frutto di una ricetta catturata durante gli anni universitari bolognesi.
Una decina di giorni fa ci siamo decise: i fiori devono essere colti nel momento della piena fioritura, quando ancora sono sodi e il loro profumo, intenso e inebriante, riempiva ancora la mia casetta dei sogni...



SCIROPPO E MARMELLATA AI FIORI DI SAMBUCO E LIMONE
1250 gr. di zucchero (per lo sciroppo)
400 gr. di zucchero (per la marmellata)
8 fiori di sambuco con il gambo (almeno, ma avendoli a disposizione anche di più!)
5 limoni non trattati
1,750 l. di acqua
200 cl. di aceto bianco

Far bollire l'acqua, l'aceto bianco e lo zucchero (1250 gr.) fino ad ottenere uno sciroppo fluido.
I fiori di sambuco vanno accuratamente lavati e centrifugati, mentre i limoni vanno tagliati a metà nel senso della lunghezza, poi a fette. In un capiente vaso di vetro con chiusura ermetica, vanno alternati strati di limoni e strati di fiori di sambuco, infine si copre il tutto con lo sciroppo appena intiepidito.
Il vaso va chiuso e lasciato riposare al sole per almeno 5 giorni. Io solitamente preferisco prolungare il tempo di esposizione così da ottenere un sapore decisamente più intenso.


Trascorsi i giorni di "riposo" al sole, il liquido, di un bel colore giallo, va filtrato ed invasato possibilmente in bottiglie piuttosto piccole.
Con i limoni e i fiori di sambuco (che, volendo, possono essere sminuzzati con la mezzaluna) e l'aggiunta di 400 gr. di zucchero si ottiene invece una gustosissima marmellata che va sterilizzata per 20 minuti.
Anche lo sciroppo va necessariamente sterilizzato per evitarne la fermentazione, oppure, per non alterarne il gusto, si può semplicemente congelare.

La marmellata rilascia il suo aroma al meglio su fette di pan brioche tostate, su torte margherita o paradiso, ma è deliziosa anche da sola per il gusto particolare che ha.
Lo sciroppo è ottimo semplicemente diluito con acqua naturale fredda, molto dissetante nella calura estiva!
Può diventare un originale aperitivo diluito con spumante e guarnito con limone fresco, oppure un cocktail se diluito con acqua frizzante, chiaccio e vodka.
Io lo utilizzo come base per un rinfrescante sorbetto a chiusura delle cene: diluisco lo sciroppo in acqua (non ho ancora provato ma anche con il vino bianco non deve essere male), lo zucchero quanto basta e lo faccio mantecarenella gelatiera, infine lo servo guarnito con qualche fogliolina di menta.

Ed ecco i risultati della produzione 2009!




Mentre invasavo e imbottigliavo, circondata da un meraviglioso profumo, combattendo contro la mia golosità, mi è venuto in mente un asciughino che ho ricamato qualche anno fa proprio con un bell'alfabeto... di limoni.
Così l'ho ritrovato nel cassetto e ora campeggia esposto nella mia cucina...


lunedì 24 novembre 2008

TENDINE DI CUCINA

Finalmente, dopo circa un anno, ho finito di ricamare le tendine con ortensie per la mia cucina... Peccato che le quelle nel nostro giardino non siano più in fiore! Comunque questo è iul risultato:



Lo schema originale prevedeva dei fiori realizzati in tonalità di viola e rosa ma nella nostra cucina abbiamo posizionato delle piastrelle dipinte con tonalità chiare, ortensie beige e panna, per non legare troppo il decoro al resto dell'arredamento. Grazie alle fantastiche ragazze del negozio Viceversa di Milano (che non finirò mai di ringraziare!) abbiamo scelto dei colori che si abbinano perfettamente...