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domenica 27 febbraio 2011

RICETTE DELLA MEMORIA - TORTA AL CIOCCOLATO GOLOSA


Ho aderito con gioia all'iniziativa di Iulia che sul suo bel blog La matassina rossa ha invitato a postare ogni mese, per quattro volte, le nostre ricette del cuore, quei piatti, dolci o salati, che , in qualche modo, raccontano di noi. Un modo splendido per conoscere altre amiche, per ricordare momenti, incontri, persone...
Ma andiamo con ordine.
La cucina...
Bè io adoro cucinare, da sempre credo... Ho ricordi della mia infanzia splendidi, i "mini-pranzetti" con nonno "dei sogni", il manuale di Nonna Papera e le prime sperimentazioni dolci, le cenette a tema organizzate in famiglia, la creatività di mamma "dei sogni" e i manicaretti di papà d.s.
E' naurale dunque che per me la cucina sia un modo di esprimermi, un'arte come ricamare, dipingere, scrivere, suonare... E' alchimia di profumi, magia di accostamenti, è fantasia, pazienza, amore. Soprattutto amore.
Amore per gli ingredienti che scelgo con cura, amo raccogliere la verdura nell'orto, gironzolare con il cestino nel giardino dei frutti di bosco, perdermi nel mio orto aromatico.
Amore per gli ospiti, di cui mi prendo cura coccolandoli con una tavola sempre diversa, calda e accogliente come un abbraccio, viziandoli con piccole attenzioni dall'aperitivo alla tisana che non manca mai per chi non gradisce il caffè.
Amore per me stessa perchè preparare un pranzo per 10 persone, una festa in giardino con tutti gli amici, una cena romantica a due è sempre una sfida e, al contempo, una catarsi.
E' decidere e indovinare i ritmi e i tempi: un piatto unico e corposo, un insieme veloce, un susseguirsi di piccoli assaggi, un menù complesso e raffinato, ogni scelta scandisce l'andamento della pranzo o della cena, ne determina i contenuti e le reazioni. Così, infine, vedere gli ospiti soddisfatti, sapere che ritorneranno presto, gustarsi la loro compagnia e l'affetto mi ripaga della fatica e della tensione, perchè diciamocelo, stabilire un menù, organizzare i tempi, cucinare, servire, intrattenere non è affatto semplice.
Credo, per tornare al tema del post, che non serva inventarsi ricette innovative o spentolare per ore o, ancora, fare voli pindarici culinari, perchè un piatto resti nel cuore... E' anche il contesto e, come dice Iulia, il momento, il ricordo, in cui si è assaporato un piatto a determinarne la magia, poi se la ricetta è particolarmente gustosa direi che merita di essere fissata sulle pagine del blog affinchè altre amiche la provino...
E allora questa lunga premessa per dire che non posterò ricette complicate o straordinari accostamenti, piuttosto piatti semplici che mi legano strettamente alle persone più care o ai momenti più belli della mia vita, che condividerò con voi.


TORTA AL CIOCCOLATO GOLOSA (anzi di più!) di I.

Dove I. è l'iniziale del nome della mia coinquilina negli anni bolognesi dell'università, nonchè colei che mi ha fornito questa semplice ma golosissima ricetta che vi invito davvero a provare.

INGREDIENTI:
250 gr. di cioccolato fondente
200 gr. di farina di mandorle
200 gr. di burro (io sono intollerante al lattosio, pertanto sostituisco il burro con 100 gr. di olio di semi)
200 gr. di zucchero
5 uova
2 cucchiai di fecola

Lo zucchero e la farina di mandorle vanno ridotti in una polvere finissima e uniti al composto di burro e cioccolato sciolti a bagnomaria (o nel microonde a bassissima temperatura).
Unire poi i tuorli d'uovo al composto assieme ai due cucchiai di fecola, per ultime, molto, molto delicatamente, le chiare d'uovo montate a neve fermissima.
Versare in una teglia e cuocere a 180° per 15 minuti, poi ancora per 45 diminuendo la temperatura del forno a 160°.

E' ottima spolverizzata di zucchero a velo, tagliata a quadrucci, e servita con un caffè alla cannella, oppure con un ciuffo di panna o, ancora, come ho fatto io con una pallina di gelato fatto in casa alla mandorla e una dose generosa si caramello demi-sel (fatto con zucchero, burro "demi-sel" e panna).




Che sapore ha questa torta?

Oggi ha il sapore della nostalgia per gli anni dell'ingenuità, della speranza, della voglia di fare, della curiosità, della sete di conoscenza, del desiderio di realizzarsi, dell'inconsapevolezza, della spensieratezza, della libertà.
Allora aveva il sapore della nostalgia, della voglia di crescere, l'ebrezza della novità, il timore e la gioia per il percorso iniziato.
Ma soprattutto ha, ancora e sempre il sapore di Bologna una città che mi è entrata nel cuore e nell'anima.

Bologna... bella, accogliente, antica e moderna, piccola ma grande.
Bologna e il mio appartamento in un quartiere che oggi stento quasi a riconoscere, un quartiere fatto di piccole botteghe e negozi storici che, progressivamente, sono stati fagocitati da attività cinesi. Dalla finestra della mia camera vedevo un immenso campo, una parvenza di campagna in piena città, una natura che oggi è diventata asfalo e palazzoni e traffico e caos...
Bologna e l'università, anch'essa così cambiata, ricordo ogni lezione come un tesoro da custodire, ho avuto la fortuna di incontrare docenti che mi hanno formata, plasmata, cambiata, mi hanno trasmesso le loro passioni che ho elaborato nel tempo e ho fatte mie...
Bologna e le piccole vie del ghetto, Corte Isolani, Santo Stefano, i negozi accanto a piazza Maggiore, i portici, le torri, i campanili, l'inizio estate sui colli, le serate all'aperto...
Bologna e il parco dei Cedri... Con C., andavamo la sera a correre dopo un pomeriggio di studio, ricordo la panda vetusta, ricordo il dolore dell'aria fredda che a fatica entrava nei polmoni d'inverno, la sensazione di libertà che la stanchezza conferiva, e la pizza salsiccia e funghi che prendevamo al ritorno in via S. Donato...
Bologna e i pomeriggi con A. che mi mancano tanto, la surrealità di G. (chissà che fine avrà fatto)! Le corse in bicicletta, le chiacchierate, i pettegolezzi, i piani di studio, le gite, gli aperitivi-cena al Rosa Rosae, le ore buche passate alla Feltrinelli a leggere a "sbafo", i viaggi in treno e le avventure (disavventure) d'inverno con la neve...
Già Bologna con la neve bellissima ma difficile, trafficata, caotica bloccata, oggi più di allora, "complicata" dalle zone a traffico limitato, frenata, cambiata.
Bella, bellissima, magica in primavera quando i primi caldi profumati e aromatici permettevano di rimanere fuori più a lungo e allora, inforcata la bicicletta, percorrevamo i vialoni fino ai giardini Margherita dove di pomeriggio studiavamo sull'erba e di sera giocavamo a pallone...
Già le serate... ricordo quello cupe dell'inverno, al freddo, a studiare per gli esami, con l'ansia che saliva e cresceva e la voglia di essere altrove, a casa, al sicuro... E le levatacce alla mattina del lunedì perchè tornare a Bologna di domenica pomeriggio era "devastante", come l'attesa per gli esami, questi poi non sembravano mai finire e ora, anche loro, sono diventati un dolce ricordo lontano, quasi una nostalgia e una voglia di rimettersi in gioco e studiare ancora.
Ricordo la spensieratezza delle serate di inizio estate ad esami finiti, le discoteche all'aperto che raggiungevamo in due sul motorino di I. e i suoi problemi d'amore...
E' il ricordo di una vita fa, di anni che oggi ho la consapevolezza siano stati irripetibili e bellissimi, di sensazioni che solo chi ha provato l'esperienza universitaria "fuori casa" sa riconoscere, sono i ricordi che questa ricetta evoca ogni volta che la preparo e che ho condiviso con voi...
Come dicevo cucinare è catarsi e così questi ricordi piacevoli affiorati, mi hanno permesso di cullarmi nella dolce nostalgia di un passato che mi ha reso la donna che sono oggi, piena di curiosità e speranze come allora, disillusa certo, delusa a tratti, ma con tanto sogni e soprattutto più consapevole dei miei mezzi e dotata di strumenti adeguati per cercare tenacemente di realizzarli.
Alla prossima ricetta!!!!

domenica 17 ottobre 2010

DOLCE DOMENICA D'AUTUNNO


Domenica di pioggia: voglia di coccole e piumone.

Il camino è acceso, emana calore e sentore di resina.

Mi perdo in una lettura di puro svago, il piacere di gustare con calma l'arte della scrittura, momenti di relax che, con il freddo e l'inverno diventano, fortunatamente, una consuetudine.

E tale è anche il momento del tè, passione che ho trasmesso a marito “dei sogni” che, di questa gradevole pausa, apprezza decisamente di più il dolce che di solito preparo in accompagnamento.

Alla continua ricerca di ricette di torte e dolci prive di glutine e lattosio che risultino però gustose e gradevoli per tutti, ho scovato questa ciambella che non ho dovuto modificare quasi per niente.

Buona e soffice, è ottima per colazione, per accompagnare il caffè e per una piacevole pausa pomeridiana, davanti al camino in una uggiosa domenica di pioggia.

Noi l'abbiamo gustata assieme ad una tazza di The à l'opera di Mariage Frères, un tè delicato e molto profumato, con sentori fruttati e vanigliati che contrastano ed esaltano il gusto del cacao.





Ed ecco la ricetta:

TORTA MARMORIZZATA

INGREDIENTI:
300 gr. di zucchero
300 gr. di farina senza glutine (la ricetta originale prevede Manitoba)
5 uova
125 ml. di acqua
125 ml. di olio di mais
1 baccello di vaniglia
la buccia di un limone
1 cucchiaino di lievito
2 cucchiai di cacao in polvere
100 gr. di cioccolato fondente


In una bastardella, a bagno maria, sbattere a lungo i tuorli d'uovo, la buccia del limone, la viniglia raschiata, lo zucchero, l'acqua e un pizzico di sale.
Togliere da bagnomaria e continuare a montare l'impasto a freddo aggiungendo, a filo, l'olio.
Montare a neve ben ferma le uova ed unirle all'impasto alternandole alla farina setacciata con il lievito.
Togliere 1/3 dell'impasto a cui vanno aggiunti il cacao e il cioccolato a pezzetti.
In uno stampo per ciambella versare 1/3 circa dell'impasto chiaro, poi 4 cucchiaiate di quello al cacao, continuare aggiungendo il rimanente impasto chiaro e infine quello al cacao.
L'effetto marmorizzato va creato girando rapidamente una forchetta nell'impasto.
Infornare per circa 40 minuti a 170°.

sabato 29 novembre 2008

TORTA ROVESCIATA ALL'ANANAS

Questa è veramente una torta da provare. Offre un doppio vantaggio: essere piuttosto buona e, soprattutto, essere rapidissima da preparare, anche all'ultimo momento, all'improvviso, quando viene voglia di dolce ma non si hanno molti ingredienti in casa.
Propongo la ricetta, ma va detto subito che si tratta di una torta poliedrica che si presta a innumerevoli varianti ed idee.

TORTA ALL'ANANAS ROVESCIATA
100 g. di burro*
100 g. di zucchero
150 g. di farina**
2 uova
1/2 bustina di lievito
7 cucchiai di succo di ananas
5-6 cucchiai di farina di cocco***

PER IL CARAMELLO
100 g. di zucchero
1 confezione di ananas in scatola al naturale

Sciogliere il burro e versarlo in una terrina con lo zucchero, la farina, la farina di cocco, le due uova intere, il succo d'anans e il lievito. Amalgamare il tutto.
In una tortiera metallica (che vada sul fuoco) sciogliere lo zucchero finchè non diventa di un bel colore bruno, disporre le fettine di ananas sul fondo della tortiera e sopra versare l'impasto.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti (20-25 se usate la farina senza glutine).

*Io sono intollerante al lattosio, il burro lo sopporto abbastanza (dipende dai momenti), comunque può tranquillamente essere sostituito con pari quantità di olio.
** Ho usato la farina senza glutine. Quella che adopero è leggermente dolce pertanto va ridotta la quantità di zucchero nell'impasto a 90 g.
*** Opzionale ma da quando ho provato ad aggiungerla la torta ha acquistato un sapore delicato meraviglioso.

Questo è il risultato:
Come dicevo il procedimento si presta a numerose varianti a seconda degli ingredienti di cui si dispone, delle stagioni e della fantasia.
Io ho provato la versione al cioccolato con le pere: ho usato le pere sciroppate e il loro succo e al posto della farina di cocco ho aggiunto due o tre cucchiai di cacao in polvere.
La versione con le mele e la cannella: al posto del succo di anans ho utilizzato il succo di mele in bottiglia.
Ottima anche con le pesche e la menta: succo di pesche, frutta fresca e nell'impasto tanta mentuccia a listarelle...
Sono sempre pronta per nuove idee e/o varianti!!!


sabato 8 novembre 2008

SACHERTORTE

Se mi si chiedesse qual'è il mio dolce preferito, non avrei alcun dubbio: la Torta Sacher...
Sì ma... La VERA Sachertorte di Vienna!
Beh, fino a due anni fa, epoca dell'ultimo viaggio a Vienna, quando le mie varie intolleranze alimentari ancora lo concedevano, il pomeriggio era caratterizzato dalla pausa all'Hotel Sacher dove gustavamo immancabilmente la mitica, inimitabile, originale torta.
"Marito dei sogni" (all'epoca ancora "Fidanzato d.s.") l'abbinava ad una densa e profumata cioccolata calda (giusto per non farsi mai mancare niente) io, per salvare le apparenze, al the (un'altra delle mie passioni cui dedicherò presto un post) o al caffè lungo.
La fetta sembra, all'apparenza, quasi piccola (in realtà basta e avanza), è guarnita da un tondino di cioccolato con il marchio Sacher e accompagnata con un ciuffo di panna leggermente montata.
Il sapore è indescrivibile... Il gusto della glassa al cioccolato è rotondo, non si sente nessuna nota acidula e si fonde con la pasta della torta tanto da non riuscire ad avvertirne lo stacco, la stessa cosa quando si incontra la marmellata all'albicocca.
Inutile dire che al ritorno, dopo aver mangiato tutte le scorte che avevamo acquistato (ma si compra anche online volendo...), ho cominciato ad inseguire la "Ricetta perfetta".
Dopo numerosi tentativi poco soddifacenti ho trovato questa ricetta che, non dico si avvicini a quella originale, ma è la migliore in assoluto tra quelle che ho provato. Si accettano molto ma molto volentiere anche altre versioni...

SACHERTORTE
140 g. di burro molto morbido
110 g. di zucchero a velo
1/2 baccello di vaniglia aperto e raschiato
6 uova
130 g di cioccolato fondente

110 g di zucchero semolato
140 g di farina*
200 g di marmellata di albicocche

PER LA GLASSA

200 g di zucchero
150 g di cioccolato fondente
125 ml di acqua

Bisogna sbattere a lungo il burro, lo zucchero a velo e la vaniglia estratta dal baccello, poi uno alla volta si aggiungono 6 tuorli, conservando a parte gli albumi. Continuare a montare fino ad ottenere una crema spumosa. Aggiungere a filo il cioccolato fuso a bagnomaria.
Montare a neve gli albumi e aggiungere a pioggia lo zucchero semolato fino ad ottenere una meringa molto soda e lucida. Aggiungere all'impasto con la farina setacciata ed am
algamare con un cucchiaio.
Va cotta in uno stampo a cerniera (ottimi anche quelli di silicone) a 170° per circa 55-60 minuti (con farina senza glutine anche 45-50).
Roveschiare la torta su una gratella per dolci e lasciarla raffreddare bene prima di tagliarla a metà. La marmellata va riscalda leggermente, io la allungo con un po' d'acqua e la passo con il minipimer, poi va stesa abbondantemente sulle due metà e sulla superficie esterna, lati compresi, e poi fatta asciugare.
La glassa va fatta facendo bollire acqua e zucchero a fuoco vivo per 5-6 minuti, quindi si lascia raffreddare un pochino e si incorpora lentamente il cioccolato fuso a bagnomaria o nel microonde. Il segreto è mescolare continuamente la glassa finchè si ottiene la consistenza desiderata (il trucco è che passata su unn cucchiaio di legno dovrebbe mantenere uno spessore di circa 4 mm). A questo punto bisogna armarsi di coraggio e versare in un sol colpo la glassa sulla torta e spalmarla con una spatola sulla sup
erficie. Io uso sempre la gratella per dolci con sotto la carta forno in modo che, se la glassa cola, riesco sempre a riprenderla.
A questo punto va lasciata asciugare alcune ore finchè la glassa risulta perfetamente solidificata. Servire con panna montata e... Buon appetito!

* io ho usato farina senza glutine (viene comunque ottima). Quella che acquisto di solito ha la consistenza della fecola ed è leggermente dolce quindi ho diminuito la quantità di zucchero: 90 g di zucchero a velo, altrettanti di zucchero semolato.